Il lessico della tradizione

Parole antiche, parlanti moderni: il lessico di Policarpo Petrocchi al vaglio di un gruppo di studenti pistoiesi
di Neri Binazzi (Università di Firenze, Dipartimento di Linguistica)


Presentazione

Un’indagine che, in area pistoiese, focalizzi il suo obiettivo su conoscenza e persistenza nell’uso delle generazioni più giovani di parole tradizionali non può sfuggire alla suggestione di assumere, come particolare fonte documentaria, il celebre vocabolario di Policarpo Petrocchi (Novo dizionario universale della lingua italiana, 1887-1891). In un clima culturale, quello dell’Italia all’indomani dell’Unità, in cui si avvertiva la perdurante mancanza di una lingua parlata che fosse davvero strumento comune e diffuso, il lavoro del Petrocchi, com’è noto, fa riferimento alla proposta manzoniana che assumeva l’uso di Firenze come paradigma dell’uso "nazionale". Il vocabolario, in questa prospettiva, diventava luogo fondamentale per la definizione della "norma lessicale" dell’italiano.

Proprio per rispondere a questa esigenza, il Petrocchi distinguerà attentamente, all’interno del paradigma proposto nelle pagine del suo repertorio, fra lessico d’uso (che trova posto nella parte superiore delle pagine del Novo dizionario) e lessico ritenuto estraneo all’uso fiorentino, e in quanto tale proposto con formula dubitativa (come evidenziato dal suo inserimento nella parte inferiore della pagina) come lessico "italiano".

È soprattutto per questo che è possibile far riferimento al repertorio del Petrocchi anche come testimone di pistoiesismi lessicali: nella parte inferiore del Novo dizionario (e comunque non solo in essa), troviamo infatti non di rado termini esplicitamente rubricati come voci pistoiesi, così come – per una sensibilità che deriva prima di tutto dalla biografia dell’autore – voci della Montagna. Quelle voci, dunque, che il Petrocchi attribuisce a una toscanità marginale, che in quanto tale non ha influenzato l’uso fiorentino chiamato a "dare la linea" della lingua nazionale, possono essere considerate da noi pistoiesismi "di lunga data".

La testimonianza del Petrocchi è stata confrontata – in modo da stabilire una precaria, ma suggestiva linea di continuità – con quella costituita dal Vocabolario pistoiese (1984) redatto sotto la prestigiosa e scrupolosa cura di Gabriella Giacomelli. Il Vocabolario pistoiese, com’è evidente, costituisce un punto di vista totalmente diverso da quello del dizionario del Petrocchi, in quanto va programmaticamente alla ricerca di elementi differenziali fra "pistoiese" e "italiano" (mentre il Petrocchi, nonostante la distinzione fra voci dell’uso e voci fuor d’uso, propone comunque come "italiano" il lessico inserito nel suo dizionario).

Un piccolo campione delle voci "pistoiesi" del Petrocchi che, alla luce della testimonianza del Vocabolario pistoiese, possiamo considerare di rango dialettale – e soprattutto, voci di lunga tradizione nell’area – è stato dunque sottoposto a verifica di conoscenza e uso in un gruppo di giovani pistoiesi d’oggi.


Il questionario

Articolato in 66 domande su conoscenza e uso di parole ed espressioni registrate sia nel Novo dizionario del Petrocchi, sia nel Vocabolario pistoiese coordinato da Gabriella Giacomelli, il questionario raccoglie voci ed espressioni pistoiesi di lunga tradizione (su questo, vedi Presentazione).

Parola Significato Eventuale esempio Conoscenza Uso
Abbriccàgnolo Bambino vivace, che si arrampica dappertutto
Arfasatto Persona confusionaria
Bottacciata 1.rovescio d’acqua
2.gran quantità di qualcosa
Brèndolo 1. ciondolo, brandello
2. scherz. volg. membro virile
Brendolone Disordinato, sciatto, scanicone
Brendoloni Il muoversi e l’agire senza garbo, scaniconi
Brénna (des.) uomo vecchio; uomo da poco
Brènta Gran quantità
BreZZone (des.) uomo freddoloso
Fare la calza Parlare male di qualcuno
Tirar su le calze Portare a far dire a uno ciò che non vuole Sta’ attenta al che tu dici, che lei è una che sa tirar su le calze!
Càntero (dis.) 1. Vaso da notte
2. cassettone
Carómbola Eufem. Per ‘carogna’, riferito spec. a donna Poerino, ha una bella carómbola alle mani!
Caso (a caso!) Modo esclamativo per indicare gran quantità È brutto a caso! Piove a caso!
Cécca (far cécca) Non riuscire in qualcosa, far cilecca
Cempénna (cempennino, cempennone) Persona lenta e buona a nulla Bada se tu tiri via, cempenna!
Cempennare 1. camminare con difficoltà
2. perder tempo
Cernécchi Ciuffi di capelli in disordine
Cilina (essere in cilina) Essere sul punto di…
Cimicioso sudicio
Contradiare Contraddire Non lo devi contradià
Cóppa soprassata
Cìncera Vezz. Riferito a donna
Fànfano Furbo, imbroglione E sai, se dai retta a quel fànfano…
Fantòccia Bambola
Farfuglione Chi parla e agisce in modo disordinato
Essere in fazione Darsi un gran daffare Dalla mattina alla sera son sempre in fazione!
Filinguello fringuello
Fógno 1. vento con nevischio
2.nebbia fitta in montagna
Francesca Tipo di mela
Granire Avere la sensazione di qualcosa che sta per succedere Me la sento granire
Gremo Agg. Pieno zeppo
Grennare Battere i denti dal freddo
Greppino Smorfia dei bambini Far greppini
Nazzicare Darsi da fare, armeggiare
Neccio cieco Neccio ripieno di salsiccia o coppa
Avere il neccio / un neccio alle mutande Detto scherz. a ragazzi che si atteggiano ad adulti Non vedi tu hai ancora il neccio alle mutande…
Fare de’ necci (des.) imbrogliare
Òvo 1.Bernoccolo
2.Colpo di fortuna
Pippo Chicco d’uva
Far pippo Fare la spia
Piro, pirulino Scherz., il pene dei bambini
Rabino Stizzoso, che si arrabbia facilmente È un rabino che per nulla prende fòo!
Raccame Roba di poco o nessun
pregio
(Petr: vende la frutta a un
soldo al chilo: vattel’a pesca
che raccame!)
Rampichino 1. bambino vivace (cfr.
abbriccàgnolo)
2.chi cerca ogni
appiglio per trarne
vantaggi
Sciónno 1.sveglio
2. furbo
1.senza il caffè non mi
sento sciónno
2. è sciónno quel bambino
Scionnarsi togliersi da uno stato di
torpore (anche in senso
fig.)
Sfilarata Sequela, sfilza Tirò na sfilarata di resìe!
Scianto 1. bella vita
2. libertà (dare s., detto spec. dei figli; allo
scianto, in libertà)
1.che scianto eh, senza
figlioli!
2.Arrivo in piazza è gli do
un po’ di scianto. Porto
un po’ il cane allo
scianto.
Stintignare Esitare, agire lentamente (Petr: stintinnava a pagare)
Avere gli stomanchini /
stomacucci
Aver nausea
Stracollarsi Slogarsi un piede A scende le scale mi s’è
stracollato un piede.
Stracollone Slogatura Ho messo male ‘l piede e ho
preso uno stracollone.
Passata Violento scroscio d’acqua
Pecetta 1.cosa fatta male
2.persona piena di
acciacchi
Pisciona Scherz. bambina È nato un maschio o una
pisciona?
Pìspola Grossa cifra Di luce ci ho da pagà una
pìspola!
Pitinino Agg. Piccolino Un pezzettino di pane
pitinino pitinino
Ràndola 1. botta, colpo
2. scossa elettrica
3. cotta amorosa
4.sbornia
Ranfia, ranfio (des.) unghia lunga Tagliati codeste ranfie!
Tagliati codeste ranfie! rovistare
Scordone Agg. Di male che si
dimentica alla svelta
Quello del parto è un male
scordone
Sversato sgarbato Non essere così sversato a
tavola
Tabanare (des.) arrabattarsi Devo tabanà tutto il giorno
Sgomerare traslocare
SghéZZe
(schérZe, schéZZe)
Fette di pane I’ mi’ figliolo mangia
certe sghéZZe!
 
Le consegne per la compilazione prevedevano la segnalazione di conoscenza e uso (o soltanto di conoscenza) delle voci ed espressioni presenti nel questionario. Gli studenti, inoltre, avevano la possibilità di indicare voci usate in alternativa a quelle raccolte nel questionario, oppure accezioni particolari non previste in partenza dal questionario stesso. La compilazione è avvenuta a casa, cosicché è stato possibile per alcuni studenti registrare, accanto alla propria, la conoscenza delle voci da parte dei parenti più anziani.


Le scuole coinvolte nell’indagine

Il questionario è stato somministrato in forma scritta ad un campione di alunni di due scuole secondarie superiori dell’area pistoiese.

  • Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato “A. Pacinotti” di Pistoia – insegnante referente: Carla Batisti.
        Classe: 2EE.
  • Istituto Tecnico Commerciale “A. Capitini” di Agliana (PT) – insegnante referente: Gloria Potenti.
        Classi: 2AE e 2. Sirio (serale).



  • I risultati

    Al questionario, distribuito negli istituti Pacinotti di Pistoia e Capitini di Agliana, hanno risposto 25 ragazzi di età compresa fra 15 e 18 anni. A questi si devono aggiungere 5 giovani adulti (24-29 anni) che frequentano corsi serali ad Agliana.

    Concentrando per il momento l’attenzione sulle risposte degli studenti di età compresa fra 15 e 18 anni, si possono evidenziare da un lato dati complessivi, dall’altro tendenze relative alle due diverse realtà scolastiche coinvolte.
    La valutazione delle risposte dovrà tener conto del fatto che non sempre, nella compilazione del questionario, i ragazzi hanno specificato il senso in cui affermano di conoscere o meno la parola di volta in volta in questione (è il caso di ràndola, proposta in 4 possibili accezioni, ma anche di brèndolo, scianto, e altre).

    Dati complessivi: parole conosciute in ordine di frequenza

    Complessivamente, si sono registrate 246 dichiarazioni di conoscenza delle parole ed espressioni inserite nel questionario; all’interno di queste, si contano 125 dichiarazioni di uso. Sono state invece 12 le domande che non hanno ricevuto risposta.
    Ecco l’elenco integrale delle voci per ordine di frequenza.

    Parola/espressione

    Conoscenza

    Uso

    Farfuglione

    18

    9

    Passata

    15

    12

    Ràndola

    15

    12

    A caso!

    14

    9

    Cóppa

    14

    9

    Fantòccia

    14

    7

    Brèndolo

    12

    11

    Scionnarsi

    12

    9

    Pippo

    11

    8

    Brendolone

    11

    7

    Sciónno

    9

    7

    Òvo

    9

    6

    Fànfano

    9

    3

    Cimicioso

    9

    3

    Brendoloni

    8

    5

    Sgomerare

    8

    4

    Filinguello

    8

    1

    Sfilarata

    7

    6

    Piro/ Pirulino

    7

    4

    Avere il neccio nelle m.

    6

    4

    Pitinino

    6

    2

    Pisciona

    6

    2

    Pitinino

    6

    2

    Stomachini/ stomacucci

    5

    4

    SgheZZe

    5

    4

    Sversato

    5

    4

    Far la calza

    5

    2

    Scordone

    5

    0

    *sbottacciata ‘vomitata’

    4

    4

    Fógno

    4

    3

    Cìncera

    4

    1

    Stintignare

    4

    1

    Contradiare

    4

    0

    Abbriccàgnolo

    4

    0

    Bottacciata

    3

    2

    Pìspola

    3

    2

    Stracollarsi

    3

    1

    BreZZone

    3

    0

    Far cécca

    3

    0

    Granire

    3

    0

    Gremo

    3

    0

    Neccio cieco

    3

    0

    Nazzicare

    2

    2

    *piro ‘stupidino’

    2

    2

    Ranfia

    2

    2

    Càntero

    2

    1

    Raspollare

    2

    1

    Scianto

    2

    1

    Arfasatto

    2

    0

    Far de’ necci

    2

    0

    Francesca

    2

    0

    Rampichino

    2

    0

    *cucire+un cappotto
    ‘parlar male di qualcuno’

    1

    1

    *gremire ‘riempire’

    1

    1

    *passata+ ‘manata’

    1

    1

    Carómbola

    1

    0

    Cernecchi

    1

    0

    Stracollone

    1

    0

    Brénna

    0

    0

    Brènta

    0

    0

    Tirar su le calze

    0

    0

    Cempénna

    0

    0

    Cempennare

    0

    0

    Essere in cilina

    0

    0

    Essere in fazione

    0

    0

    Grennare

    0

    0

    Greppino

    0

    0

    Rabino

    0

    0

    Pecetta

    0

    0

    Tabanare

    0

    0

     
    Con l’asterisco sono indicate voci (o accezioni) non previste dal questionario, ma proposte dagli intervistati.

    Dati disaggregati per istituto di provenienza

    Le dichiarazioni di conoscenza e uso si distribuiscono talora in modo sensibilmente diverso nelle due realtà scolastiche indagate. Su questo torneremo in sede di commento generale (cfr. Note di commento): per il momento limitiamoci a elencare le diverse frequenze delle voci registrate a Pistoia e Agliana.

    1. Dati disaggregati: Studenti Pacinotti – Pistoia

    Parola/espressione

    Conoscenza

    Uso

    Farfuglione

    9

    4

    Fantòccia

    7

    2

    Ràndola

    5

    4

    Cóppa

    5

    2

    Sgomerare

    5

    2

    Brèndolo

    4

    3

    Passata

    4

    3

    Brendolone

    4

    2

    A caso!

    4

    2

    Piro/ pirulino

    4

    2

    Fànfano

    4

    1

    Fógno

    3

    3

    Avere il neccio nelle m.

    3

    3

    Pippo

    3

    3

    Cimicioso

    3

    2

    Fare la calza

    3

    0

    Bottacciata

    2

    2

    Brendoloni

    2

    1

    Òvo

    2

    1

    Scionnarsi

    2

    1

    Raspollare

    2

    1

    Abbriccàgnolo

    2

    0

    Arfasatto

    2

    0

    Filinguello

    2

    0

    Gremo

    2

    0

    Pisciona

    2

    0

    Càntero

    1

    1

    Far pippo

    1

    1

    Stomachini / stomacucci

    1

    1

    SgheZZe

    1

    1

    Scianto

    1

    1

    BreZZone

    1

    0

    Far cécca

    1

    0

    Cernecchi

    1

    0

    Contradiare

    1

    0

    Cìncera

    1

    0

    Granire

    1

    0

    Neccio cieco

    1

    0

    Far de’ necci

    1

    0

    Raccame

    1

    0

    Rampichino

    1

    0

    Sciónno

    1

    0

    Stintignare

    1

    0

    Stracollarsi

    1

    0

    Pìspola

    1

    0

    Pitinino

    1

    0

    Scordone

    1

    0

     
    Non conosciute: brénna, brènta, tirar su le calze, carómbola, cempenna, cempennare, essere in cilina, essere in fazione, francesca, grennare, greppino, nazzicare, rabino, sfilarata, stracollone, pecetta, ranfia, sversato, tabanare.

    2. Dati disaggregati: Studenti Istituto Capitini - Agliana

    Parola/espressione

    Conoscenza

    Uso

    Passata

    11

    9

    Ràndola

    10

    8

    A caso!

    10

    7

    Scionnarsi

    9

    8

    Cóppa

    9

    7

    Farfuglione

    9

    5

    Brèndolo

    8

    8

    Sciónno

    8

    7

    Pippo

    8

    5

    Sfilarata

    7

    6

    Brendolone

    7

    5

    Fantòccia

    7

    5

    Òvo

    7

    5

    Brendoloni

    6

    4

    Cimicioso

    6

    1

    Filinguello

    6

    1

    Sversato

    5

    4

    Fànfano

    5

    2

    Pitinino

    5

    2

    *sbottacciata

    4

    4

    Stomachini / stomacucci

    4

    3

    SgheZZe

    4

    3

    Pisciona

    4

    2

    Scordone

    4

    0

    Piro / pirulino

    3

    2

    Sgomerare

    3

    2

    Cìncera

    3

    1

    Avere il neccio nelle m.

    3

    1

    Stintignare

    3

    1

    Contradiare

    3

    0

    Far la calza

    2

    2

    Nazzicare

    2

    2

    *piro

    2

    2

    Pìspola

    2

    2

    Ranfia

    2

    2

    Stracollarsi

    2

    1

    Abbriccàgnolo

    2

    0

    BreZZone

    2

    0

    Francesca

    2

    0

    Granire

    2

    0

    Far cécca

    2

    0

    Neccio cieco

    2

    0

    *cucire un cappotto

    1

    1

    *gremire

    1

    1

    *passata

    1

    1

    Bottacciata

    1

    0

    Càntero

    1

    0

    Carómbola

    1

    0

    Far de’ necci

    1

    0

    Rampichino

    1

    0

    Stracollone

    1

    0

    Fógno

    1

    0

    Gremo

    1

    0

    Scianto

    1

    0

     
    Non conosciute: arfasatto, brenna, brenta, cempenna, cempennare, cernecchi, essere in cilina, essere in fazione, grennare, greppino, far pippo, rabino, raccame, pecetta, raspollare, tabanare, tirar su le calze.

    Note di commento

    Prima di tutto ricordiamo, in forma riepilogativa, le voci che hanno registrato i più alti indici di conoscenza e uso nell’insieme complessivo degli studenti intervistati.

    Tabella 1. Parole ed espressioni di maggior diffusione

    Parola/espressione

    significato

    Conoscenza

    uso

    farfuglióne

    chi parla e agisce in modo confusionario,maldestro

    15

    8

    a caso!

    modo esclamativo per indicare gran quantità (es: “piove a caso!”)

    13

    9

    passata

    violento scroscio d’acqua

    12

    10

    cóppa

    tipo di insaccato (fior. soprassata)

    12

    8

    ràndola

    botta, colpo (in senso figurato anche ‘cotta amorosa’, ‘sbornia’)

    10

    7

    pippo

    chicco d’uva

    8

    7

     
    Rilievo della distinzione per istituto scolastico

    Come ricordato, le risposte segnalano una diversa frequenza di conoscenza e uso nelle due diverse realtà indagate: in particolare si evidenzia come dato complessivo, negli studenti di Agliana, un maggior grado di familiarità con il materiale lessicale investigato. I dati complessivi di conoscenza e uso sono infatti sensibilmente superiori rispetto a quelli rilevati a Pistoia.

    Tabella 2. Valori di conoscenza e uso distinti per scuola di provenienza

     

    dichiarazioni di conoscenza

    dichiarazioni d’uso

    Istituto Pacinotti Pistoia

    111

    47

    Istituto Capitini Agliana

    134

    78

     
    In parte, questa diversità potrebbe essere riferita alla inevitabile estraneità al lessico tradizionale della componente studentesca del Pacinotti originaria di altre realtà linguistiche (3 studenti provengono dal Mezzogiorno; 2 sono albanesi). Tuttavia, anche se scorporiamo i dati relativi a questa particolare tipologia studentesca, notiamo come la disponibilità all’uso, infatti, resta più marcata fra gli studenti che frequentano il Capitini.
    Questo atteggiamento è evidenziato chiaramente dal rapporto fra uso e conoscenza del lessico nelle due diverse realtà, che non cambia in modo significativo anche se non consideriamo gli studenti di altra provenienza del Pacinotti:

    Tabella 3. Rapporto fra uso e conoscenza del lessico indagato nelle due scuole

    Istituto Pacinotti Pistoia

    0,44

    Istituto Capitini Agliana

    0,58

     
    Rimanendo nel solco delle differenze, ecco un elenco delle voci con cui gli studenti delle due diverse scuola hanno manifestato il maggior grado di familiarità:

    Tabella 4. Parole ed espressioni più diffuse fra gli studenti di Pistoia

    Parola/espressione

    significato

    conoscenza

    uso

    farfuglióne

    chi parla e agisce in modo confusionario,maldestro

    9

    4

    cóppa

    tipo di insaccato (fior. soprassata)

    7

    4

    a caso

    modo esclamativo per indicare gran quantità

    6

    4

    fantòccia

    bambola

    6

    1

    ràndola

    botta, colpo (anche figuratamente)

    5

    4

    sgomerare

    traslocare

    5

    2

    piro / pirulino

    scherz. il pene dei bambini

    5

    1

     
    Tabella 5: Parole ed espressioni più diffuse fra gli studenti di Agliana

    Parola/espressione

    significato

    conoscenza

    uso

    passata

    violento scroscio d’acqua

    8

    7

    a caso

    modo esclamativo per indicare gran quantità

    7

    5

    farfuglióne

    chi parla e agisce in modo confusionario,maldestro

    6

    4

    Òvo

    bernoccolo

    6

    4

    Cimicioso

    sudicio

    6

    1

    Brèndolo

    ciondolo

    5

    5

    Sciónno

    sveglio

    5

    5

    Scionnarsi

    svegliarsi

    5

    5

     
    Molto in generale, e tenendo presenti le ridotte dimensioni dei “campioni”, si osserva che le voci di più alta diffusione fra gli studenti di Pistoia sono in genere ben attestate anche ad Agliana (farfuglióne, a caso!, ma anche ràndola, che registra 5 dichiarazioni di conoscenza / 4 dichiarazioni di uso a Pistoia, 5/3 ad Agliana) e fantòccia (che ad Agliana registra indici d’uso superiori: 5/4). Mentre non è vero il contrario: si noti passata ‘scroscio d’acqua’, fra le voci più vitali ad Agliana, ma non a Pistoia.

    Da questa parzialissima rilevazione, sembrerebbero segnalarsi come “pistoiesismi” sgomerare (vedi Tab. 4) e l’espressione avere il neccio nelle mutande (modo sarcastico con cui ci si rivolge a un ragazzo che si atteggia ad adulto: “non lo vedi hai ancora il neccio nelle mutande!”), che registra fra gli studenti del Pacinotti 3 dichiarazioni di conoscenza e uso, mentre solo uno studente del Capitini dice di conoscere il modo (ma non lo usa).
    Fra le espressioni registrate esclusivamente al Pacinotti ricordiamo far la calza ‘dir male di qualcuno’, conosciuto da 3 studenti.

    Più specifiche dell’area aglianese sembrerebbero invece le ultime cinque voci della Tabella 5: òvo, cimicioso, brèndolo, sciónno e scionnarsi. A queste vanno aggiunte sfilarata ‘lunga sequela’ (“ha tirato una sfilarata di eresie”), che registra 4 dichiarazioni di conoscenza (fra cui 3 di uso), e sversato ‘sgarbato’ (“non essere così sversato a tavola”), conosciuto da 3 (usato da 2): entrambe le voci risultano sconosciute agli studenti del Pacinotti. Conosciuta (anche se ma mai usata) solo dagli studenti del Capitini risulta poi filinguello ‘fringuello’ (4).

    In ogni caso l’interpretazione della diversa familiarità registrata nelle due realtà scolastiche dalle parole inserite nel questionario dovrà tener conto prima di tutto del grado di solidarietà fra studenti e territorio, e dunque bisognerà considerare attentamente la provenienza effettiva degli studenti stessi (molti studenti del Pacinotti, per esempio, provengono da fuori: Quarrata, Le Piastre…), in modo da collegare i comportamenti registrati alla realtà sociale di origine, che può risentire a sua volta dell’influenza di centri alternativi (per Agliana, ad esempio, andrà valutato il ruolo dell’area pratese). In definitiva, il collegamento fra comportamenti linguistici dichiarati e collocazione delle scuole dovrà seguire un’attenta valutazione dell’effettiva rispondenza fra scuola frequentata e appartenenza al relativo territorio degli studenti.
    I comportamenti registrati a Pistoia, allora, non necessariamente dovranno essere ritenuti indicativi di tendenze “cittadine” (in genere, “innovative”), ma potranno forse rendere conto di una provenienza particolarmente eterogenea degli studenti, mentre i risultati di Agliana potrebbero rimandare ora a una maggiore omogeneità rispetto all’area di provenienza (e dunque, in certo senso, spie di atteggiamenti più “conservativi”), ora a una disponibilità verso comportamenti orientati anche verso altre direttrici (Prato).
    Per il momento possiamo solo prendere atto di una differenza talora significativa, nelle due scuole in cui abbiamo “pescato” gli studenti, nel grado di conoscenza e uso delle diverse voci del questionario, cosa che stimola interrogativi e suggerisce la necessità di approfondimenti.

    La realtà giovanile fra voci-bandiera e momenti di creatività

    Parole pistoiesi in bocca non pistoiese

    Fra gli studenti che frequentano l’istituto Pacinotti di Pistoia, e che hanno compilato il questionario, ci sono tre parlanti originari del Mezzogiorno, e due provenienti dall’Albania.
    Le risposte di studenti originari di aree linguisticamente distanti da quella indagata possono darci un’idea della vitalità di voci il cui apprendimento da parte di persone “non native” dell’area è da collegare esclusivamente alla loro frequenza d’uso nelle conversazioni ordinarie (non possono infatti essere state apprese, da parte di questa tipologia di parlanti, nel contesto familiare): in un certo senso, dunque, le risposte dei “pistoiesi di adozione” potrebbero darci un’idea della vitalità delle parole nell’effettiva realtà pistoiese di oggi.
    In ogni caso, una valutazione approfondita di competenza e uso dei pistoiesismi lessicali nei parlanti immigrati dovrà tenere conto, oltre che delle specifiche realtà e delle condizioni linguistiche di partenza, di un grado di consuetudine con la realtà socio-linguistica pistoiese che è legato prima di tutto alla data di arrivo dei parlanti in questione (o delle loro famiglie), ma anche all’integrazione nel territorio consentita (o richiesta) dal lavoro svolto, e così via.
    Prendiamo questi dati, dunque, come semplici suggestioni. Mettendo insieme le risposte ai questionari, il rilievo più evidente è rappresentato dal numero limitato delle dichiarazioni di conoscenza (20) e uso (7) rispetto a quanto registrato negli studenti locali.
    Per quanto riguarda le parole ed espressioni più “gettonate”, queste risultano l’esclamazione a caso! (3 dichiarazioni di conoscenza, fra cui 2 di uso), cóppa ‘soprassata’ (3/1) e piro/pirulino ‘pene, spec. del bambino’ (3/1). Con tutti i limiti di cui si è detto, l’accoglienza di queste voci da parte di parlanti di altra area linguistica sembrano proporle come segnali di appartenenza, “bandiere pistoiesi” in senso lato.

    I giovani rilanciano la tradizone

    Il rapporto con il repertorio della tradizione, tuttavia, non è scandito esclusivamente in termini di accettazione / rifiuto: esiste infatti una terza possibilità, che riguarda l’attribuzione al lessico tradizionale di nuove funzioni, per esmpio in termini di significato. A questo proposito è da sottolineare la proposta, da parte di alcuni degli studenti dell’istituto di Agliana che frequentano corsi serali (quindi di giovani adulti), della voce sbottacciata come ‘vomitata’ in risposta alla proposta bottacciata ‘violento scroscio d’acqua’, che il questionario ricava da Petrocchi e da Giacomelli (che invece non prevedono, almeno in queto senso, sbottacciata). Sbottacciata, dunque, si configurerebbe, nella forma e nel contenuto, come un’innovazione relativamente recente rispetto alla forma-madre bottacciata.
    Fra i sensi variamente figurati non previsti dai repertori di partenza, è interessante segnalare anche la presenza di piro nel senso, anche affettuoso, di ‘stupido’, così come si ricava dalla proposta modo d’uso Via, non fare il piro!, che ha un puntuale parallelo nell’uso fiorentino di bischero, passato dal valore ormai desueto di ‘pene’, a quello – variamente connotato secondo il tono e il modo dell’uso – di ‘stupido, ingenuo’.

    Queste ultime considerazioni, che rimandano alla possibilità di “riattivare” il lessico della tradizione in nuove forme e funzioni, portano a indicare come possibile conclusione di questo parzialissimo ma interessante sondaggio nella realtà linguistica giovanile in area pistoiese, l’esistenza di un rapporto con il lessico di più antica data che, seppure indubbiamente problematico, mostra i segni di una memoria in grado di intessere anche i comportamenti dell’oggi.